A marzo la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione sulla gestione dei rischi climatici in Europa, in cui spiega come l’UE e gli Stati membri possono meglio prevedere, capire e affrontare i crescenti rischi climatici. Ciò fa seguito alla prima valutazione europea del rischio climatico pubblicata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, una relazione scientifica che mostra come l’Europa è il continente che sta registrando i più rapidi aumenti delle temperature al mondo con conseguenti rischi climatici elevati.
La comunicazione sulla gestione dei rischi climatici in Europa individua quattro assi d’intervento:
- Rafforzare la governance – la Commissione chiede una più stretta cooperazione a livello nazionale, regionale e locale per garantire la disponibilità di conoscenze e risorse laddove queste risultino più efficaci.
- Potenziare gli strumenti per responsabilizzare i titolari dei rischi (ossia i soggetti cui spetta gestirli) – i decisori politici, le imprese e gli investitori devono comprendere meglio il nesso tra rischi climatici, investimenti e strategie di finanziamento a medio-lungo termine.
- Fare leva sulle politiche strutturali – attraverso una migliore pianificazione territoriale negli Stati membri; l’integrazione dei rischi climatici nella pianificazione e nella manutenzione delle infrastrutture critiche; l’instaurazione di un collegamento tra i meccanismi di solidarietà a livello UE (come il meccanismo unionale di protezione civile, il Fondo di solidarietà e gli investimenti strutturali della politica di coesione) e misure nazionali di resilienza.
- Creare le giuste condizioni per i finanziamenti a favore della resilienza ai cambiamenti climatici – è essenziale mobilitare sufficienti finanziamenti, sia pubblici che privati.
La CE ha avanzato proposte in 6 macroaree: ecosistemi naturali, acqua, salute, alimentazione, infrastrutture, economia.
Nella comunicazione si legge che l’approvvigionamento alimentare nell’UE è sempre più esposto ai rischi climatici, dalla produzione agricola, in particolare nell’Europa meridionale, alla pesca e all’acquacoltura. In questo contesto, assumono grande importanza sia i progressi tecnologici: viene citata la proposta di Regolamento NGTs -per aiutare gli agricoltori nell’adattamento e la resilienza ai cambiamenti climatici- sia i Piani strategici PAC. la CE continuerà a collaborare con gli Stati membri per sfruttarne appieno il potenziale, insieme a un uso più ampio degli strumenti di gestione del rischio. Si legge, inoltre, che il contributo degli agricoltori alla tutela dei servizi ecosistemici dovrebbe essere meglio valorizzato.

