Agricoltura al 2040: la Commissione ha pubblicato la comunicazione sulla Visione sul futuro dell’agricoltura dell’UE

Mercoledì 19 febbraio il Commissario all’agricoltura e allo sviluppo rurale, Christophe Hansen e il Vicepresidente esecutivo per la coesione e le riforme, Raffaele Fitto, hanno presentato la Vision per il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione UE al 2040. Il documento delinea la direzione e le scelte che la Commissione ritiene debbano essere intraprese per lo sviluppo del settore agroalimentare al 2040. Vengono individuate 4 aree d’intervento prioritarie

1.  Un settore attraente: l’agricoltura deve avere la stabilità necessaria per incoraggiare i giovani a entrare nella professione, anche attraverso redditi equi e un sostegno pubblico più mirato.

2.  Un settore competitivo e resiliente: l’UE continuerà a dare priorità alla sicurezza e alla sovranità alimentare in vari modi. I negoziati e gli accordi commerciali saranno utilizzati al massimo delle loro possibilità, proteggendo al contempo gli interessi degli agricoltori europei.

3.  Un settore a prova di futuro: la visione riconosce la necessità di conciliare l’azione per il clima con la sicurezza alimentare e le sfide specifiche affrontate dal settore. Gli agricoltori dovrebbero essere premiati per l’adozione di pratiche rispettose della natura.

4.  Condizioni di vita e di lavoro eque nelle aree rurali: la Commissione presenterà un piano d’azione rurale aggiornato per garantire che le aree rurali rimangano vivaci, funzionali e profondamente legate al patrimonio culturale e naturale dell’UE.

La Vision è stata positivamente accolta dal settore: tiene conto delle priorità sempre espresse, a partire dalla necessità di semplificare le regole e intervenire sulla competitività interna ed esterna. Sebbene manchi di proposte del tutto innovative, si concentra su delle azioni di breve e lungo termine che, in maniera strategica, potranno riaffermare il ruolo dell’agricoltura e degli agricoltori nel sistema produttivo europeo ed internazionale. E’ evidente la volontà di voler cambiare approccio, con l’obiettivo di supportare il settore agricolo e non colpevolizzarlo, riconoscendo il ruolo degli agricoltori anche in termini di sostenibilità ambientale. Gli obiettivi rimangono: redditività delle imprese, resilienza, competitività, contributo alla sostenibilità ambientale, valorizzazione del cibo, sviluppo delle aree rurali, della ricerca, dell’innovazione e supporto alla formazione e alle competenze. Il ricambio generazionale è centrale per garantire lo sviluppo dell’agricoltura europea.

In relazione alla PAC i messaggi sono ancora vaghi e interpretabili: si legge, però, la volontà di voler mantenere i pagamenti diretti e di redistribuire le risorse a chi vive di agricoltura. Una politica basata sugli incentivi, con una semplificazione annunciata della condizionalità e strumenti e misure agevolate per i piccoli agricoltori. Una politica più flessibile per gli agricoltori e che tenga conto delle differenze regionali dell’UE. Si evidenza anche il ruolo multifunzionale dell’agricoltura e la necessità di trovare una remunerazione di mercato ai servizi finalizzati ad una maggiore sostenibilità: carbon farming, crediti ambientali, energie rinnovabili. Alla gestione del rischio è riconosciuto un ruolo strategico per il futuro.

Interessante anche l’approccio sulla concorrenza globale e il commercio: garanzia di reciprocità, no ad import di prodotti con pesticidi vietati in UE, no a penalizzazione del settore agricolo negli accordi commerciali.

Da evidenziare, poi, un approccio completamente diverso nei confronti del settore zootecnico “essenziale per l’agricoltura, la competitività e la coesione delle aree rurali”.

Un capitolo è dedicato anche alle aree rurali dove si legge una volontà di intervento del tutto in linea con le idee della Confederazione. Sarà sviluppato il concetto di “aree rurali funzionali”. Attenzione particolare viene data anche alla formazione e ai servizi di consulenza. Infine, tra i principali aspetti, la parte del documento che si concentra sul cibo per “ristabilire il legame essenziale tra agricoltura, territorio e sfruttare il potere dell’innovazione”.

Nella vision, però, manca una questione fondamentale, ovvero con quali e quante risorse potrà essere portato avanti questo progetto di sviluppo strategico. La proposta di quadro finanziario pluriennale dell’Ue è attesa prima dell’estate, sarà fondamentale mantenere un budget dedicato alla PAC e non diminuire le risorse destinate al settore.

Visione per il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione europea