Newsletter n.05 2024

Salve ,

NEWSLETTER N.5/2024

 

DL AGRICOLTURA (non ancora pubblicato)

Il 6 maggio 2024, il Consiglio dei ministri ha approvato il testo del c.d. “decreto legge agricoltura, che prevede interventi importanti per il settore, volti a sostenere il lavoro in agricoltura, contrastare le pratiche sleali, arrestare la diffusione della peste suina africana e la brucellosi, contenere la diffusione e la proliferazione delle specie alloctone come il granchio blu, razionalizzare la spesa, migliorare l’efficienza del Sistema informatico agricolo nazionale (Sian) e rafforzare i controlli nei settori agroalimentare e faunistico-venatorio. Inoltre, contiene misure per contrastare la scarsità d’acqua e potenziare le infrastrutture idriche.

 

Aiuto alle imprese

Con il decreto legge vengono adottate alcune misure di aiuto per le imprese agricole e della pesca e acquacoltura per 170 milioni di euro colpite dalla crisi di mercato indotta da eventi geopolitici e che rientrano nella proroga del quadro temporaneo di crisi sugli aiuti di Stato, prorogato dall’Unione Europea fino al 31 dicembre 2024.

La prima misura consiste in una moratoria di 12 mesi sui mutui (anche prestiti e cambiali agrarie) nel caso le imprese agricole e della pesca e acquacoltura abbiano subìto perdite di volume d’affari di almeno il 20% nel 2023.

Alle medesime imprese agricole è riservato un contributo in conto interessi di 20 milioni di euro, 10 milioni nel 2025 e 10 milioni nel 2026.

 

Cereali

Riguardo alle ingenti importazioni di grano dalla Russia (nell’ultimo anno cresciute del +1024%), vi è la necessità di sostenere il settore cerealicolo italiano, per questo sono stanziati 20 milioni di euro di aiuti, ma non è ancora chiaro come verranno impiegati; dettagli perverranno nei prossimi giorni.

Il ministro ha poi annunciato 130 milioni di euro per le imprese agricole e della pesca e acquacoltura presenti nelle Zone Economiche Speciali. La tipologia di aiuto prevista nelle Zes sarà il credito d’imposta sugli investimenti.

Inoltre, ci saranno “agevolazioni contributive per garantire ulteriori sgravi fiscali per le zone alluvionate di Emilia Romagna, Marche e Toscana” colpite nel maggio del 2023.

 

Fitopatie

In arrivo altri 2 milioni dal Fondo di Solidarietà per il comparto frutticolo del kiwi, colpito dal fenomeno della moria del kiwi. Gli interventi di indennizzo sono concessi in deroga, pertanto anche in mancanza di sottoscrizione di polizza assicurativa contro le fitopatie.

Per quando riguarda il settore vitivinicolo in arrivo altri 10 milioni di indennizzi per i danni subiti a causa della peronospora ed altri 2 milioni per i danni da flavescenza dorata. Per rendere più efficiente AgriCat è stato aumentato di 5 milioni di euro il fondo di dotazione.

 

Pratiche commerciali sleali

Novità sulle politiche di contrasto alle pratiche commerciali sleali: “… è stato dato incarico ad Ismea di stimare il costo di produzione medio per ogni derrata agricola e nei contratti in forma scritta i prezzi non potranno essere indicati al di sotto dei costi medi, salvo che il produttore agricolo non possa provarne convenienza, in quanto capace di produrre con costi propri inferiori a quelli medi calcolati dall’istituto”.

Per rendere più efficaci le norme volte a contrastare le pratiche commerciali sleali sono stati potenziati i controlli. I direttori dei mercati generali dovranno segnalare la mancata trasparenza nelle contrattazioni all’Ispettorato Centrale per la Qualità e Repressione Frodi, delegato per i controlli.

Infine, sono state incrementate le risorse a Ismea per certificare i costi medi di produzione.

 

Fotovoltaico a terra

E’ stato introdotto il divieto di installazione di nuovi impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra e di aumento della estensione di quelli già esistenti, nelle zone classificate come agricole dai piani urbanistici, fatti salvi gli impianti finanziati nel quadro dell’attuazione del Pnrr, quelli relativi a progetti di agrivoltaico e quelli da realizzare in cave, miniere, aree in concessione a Ferrovie dello Stato e ai concessionari aeroportuali, aree di rispetto della fascia autostradale, aree interne a impianti industriali;

 

Agea incorpora il Sian

Al fine di rendere il sistema dei pagamenti agli agricoltori ancora più efficiente ed efficace, si prevede che la società che gestisce il Sian sarà incorporata da Agea.

 

Zoonosi

Previsti interventi di contrasto alla peste suina africana, come il potenziamento dell’utilizzo delle Forze armate e l’attivazione delle organizzazioni di volontariato di protezione civile iscritte nei rispettivi elenchi territoriali e disponibili nell’attività di contrasto al fenomeno a disposizione del commissario per la Psa e con altri 20 milioni di euro da concedere alle imprese per attuare e rafforzare le misure di biosicurezza negli allevamenti.

Prevista la nomina di un Commissario straordinario per il contrasto del fenomeno della diffusione e prolificazione della specie granchio blu.

Inoltre, maggiore continuità nell’esercizio delle funzioni di comando, alta direzione, coordinamento e controllo e nello svolgimento di compiti particolari e di elevata specializzazione in materia di tutela agroalimentare demandati all’Arma dei carabinieri.

 

Zoonosi al Sud con il commissario

Nuove norme di contrasto per la brucellosi. Previsto la nomina del commissario straordinario per la brucellosi e la tubercolosi con un mandato di 24 mesi, prorogabile una sola volta, con l’obiettivo di completare il processo di eradicazione sul territorio nazionale della brucellosi bovina, bufalina, ovina, caprina e della tubercolosi bovina e bufalina, anche col fine di valutare l’efficacia delle misure di profilassi adottate dagli enti territoriali.

Al commissario spettano compiti di coordinamento e monitoraggio delle azioni poste in essere nei territori colpiti dalle malattie, con il potere di adottare provvedimenti di contingenza e urgenti a tutela della salute umana, animale e dell’ecosistema. Il provvedimento riguarda le regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

 

Siccità in Sicilia e stato di emergenza

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la richiesta della Giunta regionale di dichiarare lo stato di emergenza nazionale per la siccità in Sicilia, per il quale sono stati stanziati 20 milioni di euro.

Sempre in tema di risorse idriche, il decreto contiene la proroga al 31 dicembre 2050 delle concessioni d’uso relative alle opere e alle infrastrutture trasferite a Acque del Sud Spa, la quale può subentrare nei provvedimenti concessori di derivazione a uso potabile e irriguo delle opere e delle infrastrutture del demanio statale o regionale, in concessione agli enti che insistono nel territorio in cui opera la società.

 

Rilievi del Quirinale sul DL Agricoltura

Il Colle ha espresso dubbi su alcune parti del provvedimento che non rispetterebbero i requisiti di necessità e urgenza. In particolare, le problematicità riguardano:

  • l’accorpamento della società Sistema informativo nazionale per lo sviluppo dell’agricoltura nell’Agenzia per le erogazioni in Agricoltura, cioè l’Agea,
  • la trasformazione del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, trasferendola in larga parte al ministero dell’Agricoltura e lasciando a quello dell’Ambiente la dipendenza del solo Comando Tutela Ambientale e Sicurezza Energetica.

Lo staff del presidente della Repubblica inoltre, avrebbe sottolineato alcuni passaggi del decreto relativi allo stop ai pannelli fotovoltaici, l’aspetto più controverso dell’intero decreto.

 

 

PROROGA DEGLI AIUTI DI STATO FINO ALLA FINE DEL 2024

L’11 aprile 2024 la Commissione UE aveva consultato gli Stati membri sul persistere di una grave perturbazione dell’economia che interessa in particolare il settore primario dell’agricoltura e i settori della pesca e dell’acquacoltura. A seguito del quale il 2 maggio 2024 la Commissione Europea ha adottato una modifica del quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato al fine di prorogare di sei mesi alcune disposizioni volte ad affrontare le persistenti turbative del mercato, in particolare nei settori dell’agricoltura e della pesca.

La Commissione ha inoltre preso atto delle conclusioni del Consiglio Europeo del 17 e 18 aprile 2024 che sottolineano l’importanza di un settore agricolo resiliente e sostenibile per la sicurezza alimentare e l’autonomia strategica dell’Ue.

In questo contesto, la Commissione ha deciso di adottare una proroga limitata della sezione 2.1 del quadro per il settore agricolo e per i settori della pesca e dell’acquacoltura.

La decisione di rimandare l’eliminazione graduale del quadro, mette gli Stati membri in grado di concedere aiuti di importo limitato alle imprese attive in questi settori per altri sei mesi, fino al 31 dicembre 2024.

Inoltre, concede agli Stati membri più tempo per attuare le necessarie misure di sostegno.

La proroga non prevede un aumento dei massimali stabiliti per gli aiuti di importo limitato. Gli Stati membri potranno quindi continuare a fornire alle imprese colpite dalla crisi o dalle conseguenti sanzioni e controsanzioni, anche da parte della Russia, fino a 280.000 euro (settore agricolo) e a 335.000 euro (settori della pesca e dell’acquacoltura).

L’Italia è già pronta ad adeguarsi a tale possibilità con il Decreto Legge Agricoltura, che è stato adottato il 6 maggio 2024, con cui si sono stanziati sin da subito un pacchetto di aiuti a vario titolo di circa 170 milioni di euro.

Ma il ripristino (dal 30 aprile 2024) del Patto di Stabilità, con l’obiettivo di contenere:

  • il rapporto deficit di bilancio dello Stato Prodotto Interno Lordo al 3% all’anno e,
  • il livello del debito pubblico al 60% del Pil,

rappresenterà un limite all’utilizzo di questa forma di aiuto.

 

Le modifiche nel quadro temporaneo di crisi

Attenzione che la modifica non incide sulle restanti disposizioni del quadro temporaneo di crisi e transizione. Semplicemente la sezione 2.1, che consente agli Stati membri di concedere aiuti di importo limitato, sarà gradualmente eliminata entro il 30 giugno 2024 per tutti i settori diversi dalla produzione agricola primaria, dalla pesca e dall’acquacoltura.

Pertanto, a seguito della modifica, il quadro temporaneo di crisi e transizione consente diverse misure di aiuto, ecco come si presentano quelle che impattano direttamente e indirettamente sul settore agricolo:

  • sezione 2.1: aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, fino a 280.000 euro per le imprese operanti nel settore dell’agricoltura primaria e a 335.000 euro per le imprese attive nel settore della pesca o dell’acquacoltura fino al 31 dicembre 2024 e fino a 2,25 milioni di euro in tutti gli altri settori fino al 30 giugno 2024;
  • sezione 2.4: aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia. Gli aiuti, che possono essere concessi in qualsiasi forma fino al 30 giugno 2024, compenseranno parzialmente le imprese, in particolare quelle a forte consumo di energia, a fronte dei costi aggiuntivi dovuti agli aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’energia elettrica;
  • sezione 2.5: misure che accelerano la diffusione delle energie rinnovabili. Gli Stati membri possono istituire regimi di investimenti in tutte le fonti di energia rinnovabile, tra cui l’idrogeno rinnovabile, il biogas e il biometano, lo stoccaggio e il calore rinnovabile, anche mediante pompe di calore, con procedure di gara semplificate che possono essere attuate rapidamente, prevedendo nel contempo garanzie sufficienti per tutelare la parità delle condizioni. Nell’ambito di tali regimi gli aiuti possono essere concessi fino al 31 dicembre 2025, dopo di che continueranno ad applicarsi le norme abituali in materia di aiuti di Stato comprese, in particolare, le disposizioni corrispondenti della disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell’ambiente e dell’energia.

 

Modifica del “de minimis”

Alla luce delle pressioni inflazionistiche degli ultimi anni e del contesto attuale, nel quale il settore agricolo è tra l’altro colpito dai prezzi elevati delle materie prime, la Commissione avvierà anche una revisione del regolamento agricolo “de minimis” parallelamente alla modifica che concede la proroga dello stato temporaneo di crisi. L’orientamento è di portare gli aiuti in “de minimis” a 50.000 euro.

Il regolamento esenta gli aiuti di modesta entità nel settore agricolo dal controllo degli aiuti di Stato, in quanto ritenuti privi di impatto sulla concorrenza e sugli scambi nel mercato unico. Più specificamente, gli Stati membri possono concedere un sostegno al settore agricolo fino a 20.000 euro per beneficiario (25.000 euro, se lo Stato membro dispone di un registro centrale degli aiuti “de minimis“) per un periodo di tre anni, senza obbligo di notifica preventiva alla Commissione. Le norme “de minimis agricole sono state rivedute da ultimo nel 2019 e al momento la loro scadenza è prevista il 31 dicembre 2027.

 

 

OCM VINO: PROMOZIONE 2024-2025

È stato pubblicato il 3 maggio 2024 sul sito web del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il decreto direttoriale contenente il nuovo bando Ocm vino “Promozione sui mercati dei paesi terzi“.

 

Il Masaf mette a disposizione degli operatori nella campagna 2024-2025 poco più di 21,7 milioni di euro per i progetti nazionali, cui vanno ad aggiungersi circa 71 milioni di euro per bandi regionali e multiregionali per una spesa complessiva che si aggira sui 93 milioni di euro.

 

L’avviso emanato dal Ministero ha l’obiettivo di migliorare la competitività del settore vitivinicolo attraverso l’apertura, la diversificazione e il consolidamento dei mercati in Stati esteri ed è rivolto sia ai produttori di vino che alle loro organizzazioni e associazioni.

In particolare, tra i soggetti legittimati a presentare i progetti, vi sono i consorzi di tutela e le associazioni di produttori, oltre alle imprese vitivinicole anche nella forma dell’associazione temporanea di scopo.

 

Le attività di promozione saranno realizzate al di fuori dei confini dell’Unione Europea, al fine di veicolare la qualità delle produzioni dei vini. La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per il 3 luglio 2024.

Le iniziative verranno attuate dal 16 ottobre 2024 al 15 ottobre 2025.

Saranno finanziate attività di promozione, con un contributo a fondo perduto che può arrivare fino al 50% delle spese sostenute. Per i progetti a valere sui fondi quota nazionale, il contributo richiesto per ciascun progetto non supera i quattro milioni di euro, a prescindere dall’importo totale del progetto presentato. È facoltà delle Regioni, nei propri avvisi, fissare un contributo massimo richiedibile per ciascun progetto.

 

Per i soggetti proponenti che siano produttori di vino, il contributo massimo richiedibile è il seguente:

  • medie e grandi imprese non oltre il 5% del valore del fatturato globale;
  • micro e piccole imprese, non oltre il 10% del valore del fatturato globale.

 

Ecco un elenco delle spese ammissibili suddivise per azioni:

  • azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo gli elevati standard dei prodotti dell’Unione, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o ambiente;
  • partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale;
  • campagne di informazione, in particolare sui regimi di qualità relativi alle denominazioni di origine, alle indicazioni geografiche e alla produzione biologica vigenti nell’Unione;
  • studi di mercati nuovi o esistenti, necessari all’ampliamento e al consolidamento degli sbocchi di mercato;
  • studi per valutare i risultati delle attività di informazione e promozione.

 

Nell’ambito delle azioni descritte, nel decreto si precisa che:

  • le spese riguardanti le azioni inerenti studi di mercati nuovi e studi per valutare i risultati delle attività di informazione e promozione sono consentite solo se abbinate, in ciascun Paese terzo, a spese per almeno una delle azioni principali, ovvero in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni, pianificazione ed esecuzione di campagne di informazione sui regimi di qualità.
  • Le spese riguardanti l’azione sugli studi di mercati nuovi o esistenti non possono superare il 3% dell’importo del progetto presentato nell’ambito del Paese Terzo a cui si riferisce lo studio.
  • Le spese riguardanti l’azione inerente studi per valutare i risultati delle attività di promozione e informazione non possono superare il 3% dell’importo del progetto presentato nell’ambito del Paese Terzo a cui si riferisce lo studio.

Il decreto poi contiene anche altre norme per i bandi regionali ed interregionali, che saranno a breve lanciati dalle regioni.

 

Il bando presenta semplificazioni migliorative rispetto al passato, a partire dai preventivi di spesa, non più necessari per spese di vitto, alloggio e trasporti locali, fino all’eliminazione della dichiarazione del soggetto terzo e del limite dei 5 Paesi per progetto. Altri elementi migliorativi sono rappresentati dalla riduzione dei tempi di risposta istituzionali alle varianti (da 60 a 30 giorni) e dall’identificazione di elementi oggettivi nella valutazione dei progetti.

 

 

LIPE: IL NUOVO MODELLO GIA’ PER IL 1° TRIMESTRE 2024

Aggiornato il modello per la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA, da utilizzare già dal primo trimestre (scadenza il 31 maggio 2024). Le modifiche si sono rese necessarie per adeguare la modulistica alle normative vigenti tra cui, in particolare, l’aumento della soglia minima prevista per il versamento dell’IVA periodica.

 

Le novità del modello LIPE

Il 14 marzo 2024, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha emanato un proprio provvedimento (prot. n. 125654/2024) che ha apportato alcune modifiche al modello di comunicazione delle liquidazioni periodiche (c.d. LIPE). Conformemente a quanto stabilito dall’art. 21-bis del DL n. 78/2010, la LIPE avviene su base trimestrale e comprende i dati delle liquidazioni periodiche effettuate dai soggetti passivi IVA, sia mensili che trimestrali.

Il nuovo modello dovrà essere utilizzato già con riferimento ai dati relativi al primo trimestre del 2024 (con scadenza il 31 maggio 2024).

La principale modifica al modello si è resa necessaria per aggiornare la soglia minima prevista per il versamento dell’IVA periodica. Infatti, con il D.Lgs. n. 1/2024 (cd. Decreto “Adempimenti”), in vigore dal 13 gennaio 2024, la soglia per le liquidazioni IVA mensili è stata aumentata da 25,82 a 100 euro.

Se l’importo dovuto non supera i 100 euro, il versamento avviene con quello del mese successivo, ma entro il 16 dicembre dello stesso anno.

Anche per le liquidazioni IVA trimestrali, l’opzione prevista dall’art. 7, comma 1, lett. a), del D.P.R. n. 542/1999 ha elevato la soglia da 25,82 a 100 euro. In questo caso, se l’importo dovuto non supera i 100 euro, il versamento avviene con quello del trimestre successivo, ma sempre entro il 16 dicembre dello stesso anno.

Le altre modifiche al modello riguardano principalmente:

  • sostituzione dell’informativa sul trattamento dei dati personali;
  • modifica della descrizione del rigo VP10 in “Versamenti auto F24 elementi identificativi”;
  • eliminazione del codice 2 relativo agli “Eventi eccezionali” nelle istruzioni;
  • aggiornamento del titolo e del testo relativo al rigo VP10 nelle istruzioni per riflettere i cambiamenti precedentemente descritti.

L’obiettivo di queste modifiche è garantire una maggiore conformità del modello di comunicazione delle liquidazioni periodiche alla normativa vigente e semplificarne la compilazione da parte dei soggetti passivi IVA.

 

Sanzioni

In caso di omissione, incompletezza o infedeltà nella comunicazione LIPE, si applica una sanzione che può variare da un minimo di 500 euro a un massimo di 2.000 euro, come stabilito dall’art. 11, comma 2-ter del D.Lgs. n. 471/1997. Tuttavia, questa sanzione può essere ridotta del 50% se i dati corretti vengono trasmessi entro 15 giorni dalla scadenza.

Per regolarizzare la situazione e beneficiare del ravvedimento operoso, è importante seguire i termini e gli ammontari indicati nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 104/E/2017. In particolare:

  • se la correzione viene effettuata prima della presentazione della dichiarazione IVA, è necessario inviare la comunicazione corretta;
  • se la correzione viene effettuata insieme alla dichiarazione IVA o successivamente, non è necessario inviare nuovamente la comunicazione errata.

L’art. 13, comma 1, lett. b), del D.Lgs. n. 472/1997 prevede il ravvedimento operoso, che consente di ridurre la sanzione a 1/8 del minimo (62,50 euro), entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione IVA o entro un anno dall’omissione o dall’errore, se non è prevista una dichiarazione periodica.

È importante tenere presente che il termine per il ravvedimento va calcolato in base alla data di presentazione della dichiarazione IVA (R.M. n. 104/E/2017).