IL PARLAMENTO EUROPEO AGGIORNA LE REGOLE DEL BIOLOGICO
La commissione Agricoltura del Parlamento europeo compie un nuovo passo verso la revisione della normativa sul biologico. La revisione punta ad aggiornare le regole del settore, tenendo conto dell’evoluzione del mercato, della crescita delle importazioni e della necessità di mantenere elevati standard di qualità e trasparenza lungo l’intera filiera.
Per questo, s’introducono criteri più rigorosi per le importazioni da Paesi terzi, semplificazioni per i piccoli operatori e nuove disposizioni riguardanti la produzione zootecnica.
Si apre ora, la fase di confronto con il Consiglio UE e raggiungere un accordo entro la fine del 2026, così da consentire l’entrata in vigore delle nuove disposizioni prima della scadenza dell’attuale normativa, fissata al 31 dicembre 2026.
Uno degli interventi principali riguarda l’utilizzo del logo biologico dell’Unione europea sui prodotti importati. Secondo la proposta approvata dalla commissione Agri, il marchio potrà essere utilizzato soltanto per i prodotti provenienti da Paesi terzi che applicano norme considerate equivalenti a quelle europee e rispettano ulteriori requisiti specifici in materia di produzione e controlli. Il logo resterà utilizzabile anche per i prodotti trasformati nell’Unione europea che impiegano ingredienti biologici importati da Paesi terzi riconosciuti come equivalenti, purché tali ingredienti non rappresentino più del 5% delle componenti agricole del prodotto finale.
La proposta introduce anche alcune misure di semplificazione per le aziende di dimensioni ridotte che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori. L’esenzione riguarderà gli operatori con un fatturato annuo fino a 25.000 euro e un volume di vendite non superiore a
10.000 chilogrammi all’anno, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le realtà più piccole senza compromettere le garanzie offerte ai consumatori.
CONTRIBUTI UE PER I FERTILIZZANTI
La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 10 settembre 2026, ha raggiunto l’intesa sullo schema di decreto del MASAF che dà attuazione agli interventi previsti dai regolamenti europei adottati a seguito della crisi in Medio Oriente.
Il provvedimento riguarda in particolare l’attuazione del Regolamento UE 2026/1768 e del Regolamento di esecuzione UE 2026/1894, oltre agli aiuti concedibili nell’ambito del quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato.
La quota europea destinata all’Italia è pari a circa 46 milioni di euro.
Il regolamento UE consente inoltre, agli Stati membri di aggiungere un sostegno nazionale fino al 200% dell’importo europeo assegnato, aumentando in maniera significativa le risorse potenzialmente disponibili.
Soggetti interessati
Il sostegno è destinato agli agricoltori maggiormente penalizzati dall’incremento dei costi dei fertilizzanti. In base allo schema di decreto, rientrano nell’intervento gli agricoltori che, entro il 25 luglio 2026, abbiano presentato la domanda di aiuto relativamente a superfici per le quali l’aumento del costo dei concimi abbia avuto un’incidenza superiore all’1,5% del valore della coltura per ettaro. Sono considerate le superfici:
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nella disponibilità dell’agricoltore al 15 maggio 2026;
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detenute sulla base di un valido titolo di conduzione;
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risultanti dal fascicolo aziendale.

