Newsletter Maggio 2026

CRISI DI HORMUZ E POSSIBILE EMERGENZA ALIMENTARE

L’impennata dei costi energetici dovuta alla crisi in Medio Oriente rilancia il conflitto tra la destinazione a uso alimentare delle materie prime agricole e quella per la produzione di energia, con il “food first” che rischia di essere sacrificato alla luce dei prezzi stellari che rendono più convenienti le agroenergie.

L’ultimo rapporto Fao ha lanciato l’allarme: il mondo è alla vigilia di una catastrofe alimentare globale destinata a colpire innanzitutto le aree più fragili e dipendenti dall’import come i Paesi del Vicino Oriente e dell’Africa, ma con effetti a cascata su tutta la catena degli approvvigionamenti.

La carenza di fertilizzanti sta già cambiando la mappa delle semine primaverili a livello globale. Zucchero, mais e oleaginose come soia, colza e girasole (le colture più vocate alla produzione di biocarburanti) stanno prendendo il posto dei cereali a uso alimentare e mangimistico, mentre in Europa il vincolo del deficit (con tassi di autoapprovvigionamento ampiamente sotto il 50%) rischia di innescare nuovi rincari al consumo, senza benefici per gli agricoltori.

Anche in Italia, soprattutto al Nord, è prevedibile un effetto sostituzione con più semine a soia a scapito dei cereali e in particolare di mais a uso mangimistico.

La Fao ha stilato una sorta di calendario delle principali urgenze relative alla carenza di input per le prossime semine, e lanciato un appello a tutti i Paesi a intraprendere azioni per scongiurare una crisi su larga scala. In Brasile e in altri grandi paesi produttori il caro-petrolio ha già dirottato la produzione di zucchero verso gli impieghi energetici. Dopo aver perso il 40% negli ultimi due anni, nell’ultimo mese l’indice dei prezzi dello zucchero è salito, sempre secondo la Fao, del 7,2%, riportando le quotazioni ai massimi da novembre 2025. Con il petrolio più caro sono migliorate le aspettative sugli sviluppi della domanda in particolare per la produzione di biodiesel e altri impieghi energetici.

Il Brasile è il primo produttore ed esportatore mondiale di zucchero e una parte consistente del raccolto di canna sarà dirottato verso la filiera dell’etanolo, largamente impiegato nel trasporto su strada. Negli Stati Uniti un sondaggio del dipartimento dell’Agricoltura, indica un’imminente spostamento delle semine verso la soia a scapito del frumento primaverile, più bisognoso di fertilizzanti.

Con la crisi del Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz il trade off tra impieghi energetici e alimentari delle commodity agricole a doppia attitudine è così tornato, dopo anni, al centro della scena internazionale, accelerando la trasmissione dello shock energetico in corso alla filiera agroalimentare.

Un meccanismo che si ripresenta in un contesto più fragile del passato perché quello in atto, osserva la Fao, è “un trauma sistemico”. Dallo Stretto di Hormuz transitano quote rilevanti del commercio mondiale di urea, ammoniaca e fosfati. L’impatto della crisi non si limita a dirottare materie prime dal food all’energy: il caro-fertilizzanti si ripercuote su semine e rendimenti in campo, sui quali il minore impiego di nutrienti avrà un impatto negativo, riducendo la produzione agricola. In questo scenario, le ampie scorte mondiali in diversi comparti hanno consentito finora di assorbire una parte dello shock, ma il margine di sicurezza si è ridotto drasticamente e dipende ora dalla durata della crisi, un prolungamento del conflitto avrebbe conseguenze imprevedibili.

UE: AIUTI DI STATO PER FERTILIZZANTI E CARBURANTI AGRICOLI

La vicepresidente esecutiva della Commissione Ue, Teresa Ribera Rodríguez, durante la conferenza stampa sulla crisi in Medio Oriente tenutasi il 29 aprile 2026, ha annunciato un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato che riguarda anche il settore agricolo, che consentirà agli Stati membri di corrispondere agli agricoltori reintegri fino al 70% sugli incrementi di prezzo subiti da carburanti e fertilizzanti dopo il 28 febbraio 2026, data di inizio delle operazioni militari di Usa e Israele contro Iran e Libano. Previsti anche aiuti forfettari per un massimo di 50.000 euro ad azienda.

L’azione che sarà messa in campo dalla Commissione è chiara: “la sicurezza energetica richiede di accelerare la transizione energetica verso soluzioni pulite e accessibili, prodotte localmente“, ma nell’immediato occorre aiutare le imprese che maggiormente risentono degli aumenti di prezzo indotti dalla guerra.

Normalmente il processo richiede mesi (i governi varano provvedimenti che poi devono attendere il vaglio della Commissione Ue, sulla base di norme preesistenti), nel caso della crisi in Medio Oriente invece, i governi, attenendosi al nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato potranno erogare direttamente gli aiuti.

“… il quadro consente oggi di concedere aiuti di Stato per mitigare gli effetti negativi immediati sulle imprese europee più esposte, preservando al contempo condizioni di parità nel mercato unico” ha sottolineato Teresa Ribera Rodríguez.

Ecco dunque le misure erogabili: “Per l’agricoltura, la pesca e i trasporti, prevediamo un indennizzo per l’aumento dei prezzi dei carburanti. Per l’agricoltura, copriamo anche i fertilizzanti“Gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi sostenuti dai beneficiari a causa dell’aumento dei prezzi di carburanti e fertilizzanti provocato dalla crisi, rispetto ai livelli precedenti al 28 febbraio” aggiungendo: “Introduciamo inoltre un’opzione semplificata di indennizzo forfettario fino a 50mila euro per beneficiario”.

“Questa opzione semplificata sarà particolarmente attraente per i più vulnerabili ed esposti alla crisi, penso ai piccoli agricoltori, pescatori e trasportatori, alle micro e piccole impreseha sottolineato la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue.

Alla luce di queste indicazioni, di seguito i possibili interventi.

Fertilizzanti. Gli Stati membri potranno indennizzare in vari modi gli agricoltori: attraverso il credito d’imposta, già utilizzato per il carburante agricolo, oppure in maniera diretta attraverso il rimborso a piè di lista esibendo fattura di acquisto, e calcolando il rimborso sull’incremento di prezzo.

Alternativa a questo sistema è il rimborso forfettario, sganciato dai costi sostenuti, erogabile fino ad un massimo di 50.000 euro. Tale aiuto non dovrebbe essere cumulabile con altre forme di aiuto, a cominciare da quelle erogate in de minimis.

Carburanti agricoli. Attualmente la tariffa di accisa agevolata sui carburanti agricoli è affiancata da un credito di imposta. Pertanto, nel caso dell’Italia ci sono due possibili modi per ridurre l’aggravio rappresentato dagli incrementi di prezzo del carburante: o agendo sull’accisa, riducendola in maniera tale da corrispondere ad una riduzione dell’incremento di prezzo fino ad un massimo del 70%, oppure incrementando il plafond a disposizione del credito d’imposta, fino a 50.000 euro per beneficiario.

FATTURA ELETTRONICA E CODICI CUN

Con provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 18/03/2026 (Prot. n. 93628/2026) è stato introdotto l’obbligo di indicazione, nelle fatture elettroniche, del

c.d. CUN, ossia il codice identificativo dei prodotti agroalimentari per i quali sono attive le Commissioni Uniche Nazionali.

In assenza di una decorrenza esplicitamente prevista dal provvedimento, dovrebbe risultare applicabile lo Statuto del contribuente per cui la data di entrata in vigore del nuovo obbligo informativo dovrebbe decorrere dal 16/05/2026.

Commissioni uniche nazionali (CUN)

Le Commissioni Uniche Nazionali sono state istituite per garantire la trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi per le filiere maggiormente rappresentative del sistema agricolo-alimentare.

I dati raccolti, grazie all’indicazione nelle fatture elettroniche del codice CUN, saranno dapprima aggregati dall’Agenzia delle entrate per codice CUN e unità di misura e poi saranno inviati, con finalità esclusivamente statistiche e di monitoraggio dei prezzi, alle segreterie tecniche delle singole CUN con frequenza settimanale, tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati.

Ambito applicativo

L’obbligo riguarda esclusivamente i prodotti per i quali è attiva una CUN. L’elenco dei prodotti e dei relativi codici identificativi (codici CUN) è reso disponibile sul sito del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Le categorie principalmente interessate sono quelle delle fasi iniziali della filiera, come animali vivi, carcasse e tagli di carne standardizzati. Restano invece esclusi tutti i prodotti trasformati, come salumi e preparazioni alimentari.

Aspetti operativi

Il nuovo obbligo non modifica le regole di emissione delle fatture: tempi, modalità e termini di pagamento restano invariati.

A livello di schema il file Xml della fattura elettronica non cambierà.

Infatti il Provvedimento prevede che per l’indicazione del codice CUN debba essere utilizzato l’elemento già esistente 2.2.1.16 che è possibile impostare su ciascun rigo del corpo della fattura. Si tratta di un elemento la cui compilazione, pur essendo facoltativa a livello di schema Xml, a partire dal 16/05/2026 diventerà obbligatoria per le filiere interessate.

In particolare, su ciascun rigo del corpo della fattura per il quale scatterà l’obbligo informativo:

  • nell’elemento dovrà essere indicato il valore fisso “CUN”;

  • nell’elemento dovrà essere riportato il codice identificativo del prodotto (codice CUN) reperibile dall’apposita tabella.

Le procedure di fatturazione realizzate dalle software house permetteranno nella generalità dei casi, di collegare il codice CUN a ciascun codice prodotto, in modo tale che l’indicazione del codice CUN in fattura avvenga in modo totalmente automatico, in alternativa, permetteranno di indicare il codice CUN manualmente, a livello di singolo rigo del corpo della fattura, utilizzando le funzionalità già esistenti.

NUOVO BANDO ISMEA PER L’ACQUISTO DI TERRENI AGRICOLI

Si è aperta il 22 aprile 2026 la nuova finestra operativa della misura Generazione Terra, promossa da ISMEA. L’iniziativa rappresenta uno degli strumenti principali a

sostegno del ricambio generazionale in agricoltura, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alla terra per le nuove generazioni di imprenditori. La misura consente infatti di finanziare l’acquisto di terreni agricoli, favorendo sia l’ampliamento delle aziende già esistenti sia l’avvio di nuove attività imprenditoriali nel settore primario.

Chi può accedere alla misura

Il programma è rivolto a diverse categorie di giovani agricoltori, con requisiti specifici legati all’età e all’esperienza professionale. In particolare, possono presentare domanda:

    • giovani imprenditori agricoli fino a 41 anni non compiuti, che intendono ampliare o consolidare la superficie aziendale;

    • giovani startupper con esperienza, fino a 41 anni non compiuti;

    • giovani startupper con titolo di studio in ambito agricolo, fino a 35 anni non compiuti.

L’obiettivo è sostenere sia chi è già attivo nel settore sia chi desidera avviare una nuova impresa agricola, riducendo una delle principali barriere all’ingresso: il costo dei terreni.

Finanziamento fino al 100% del valore del terreno

Uno degli elementi più rilevanti della misura è la possibilità di ottenere un finanziamento fino al 100% del prezzo di acquisto dei terreni agricoli. Il meccanismo prevede l’acquisto del fondo da parte di Ismea e la successiva riassegnazione al beneficiario tramite patto di riservato dominio, una formula che consente al giovane imprenditore di avviare l’attività senza sostenere immediatamente l’intero investimento. Si tratta di uno strumento particolarmente strategico in un contesto in cui l’accesso alla terra rappresenta ancora uno degli ostacoli principali per il ricambio generazionale e per la crescita dimensionale delle aziende agricole.

Domande online fino al 19 giugno

E’ possibile accedere alla piattaforma informatica dedicata per effettuare:

    • l’accreditamento al sistema;

    • la compilazione della domanda;

    • la convalida finale dell’istanza.

La procedura resterà aperta fino alle ore 12 di venerdì 19 giugno, termine entro il quale dovranno essere completate tutte le fasi di presentazione.

Rafforzare la struttura aziendale

La misura Generazione Terra si inserisce nel quadro delle politiche nazionali volte a favorire il ricambio generazionale e la competitività del settore agricolo. L’ampliamento della superficie aziendale e l’ingresso di nuovi imprenditori rappresentano infatti fattori chiave per migliorare l’efficienza produttiva, sostenere gli investimenti e garantire la continuità delle attività agricole nei territori rurali.

OCM VINO: PROMOZIONE NEI PAESI TERZI

Il Ministero dell’Agricoltura con il Decreto Direttoriale n.173157 del 14 aprile 2026 ha emanato il bando Ocm Vino Promozione nei Paesi Terzi per la campagna 2026-2027 destinato ai programmi nazionali. Sul piatto ci sono complessivamente oltre 98 milioni di euro: 22 milioni sono stati destinati al bando del Masaf per i programmi nazionali, mentre la restante quota sarà assegnata tramite bandi delle regioni a programmi regionali e multiregionali.

Le domande di contributo relative alla campagna 2026-2027, a valere sui fondi di quota nazionale, devono essere compilate e presentate utilizzando esclusivamente, (pena la non ricevibilità e conseguente esclusione) l’applicativo presente sul portale Sian entro e non oltre il 15 giugno 2026.

Il bando rafforza la flessibilità operativa per rendere gli interventi più adatti alla specificità dei mercati, introduce anche misure per agevolare l’accesso dei piccoli produttori tramite la modulazione delle soglie minime di investimento, l’aggiornamento dei costi di riferimento per mercati come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svizzera e Cina, oltre all’introduzione di nuovi parametri per il Giappone.

Entità dei contributi

La percentuale di contributo rispetto alle spese progettuali previste dai programmi di attività presentati dai beneficiari è pari al massimo al 50%.

I valori relativi all’intensità dell’aiuto e ai limiti minimi di spesa per ciascun progetto, sono i seguenti: i singoli progetti nazionali devono avere un valore complessivo di almeno 500.000 euro, per un importo massimo dell’aiuto non superiore a 4 milioni di euro.

Le regioni, invece, assegneranno le loro risorse a progetti regionali o interregionali che avranno una spesa minima complessiva di 100.000 euro o limite inferiore per piccoli produttori quali definiti nel Regolamento delegato (UE) 2018/273 della Commissione e che comunque non superino i 4 milioni di aiuto.

Contributo massimo richiedibile

Per i soggetti proponenti che siano produttori di vino, associazioni temporanee di impresa e di scopo, consorzi, associazioni, federazioni e società cooperative e per le reti di impresa, il contributo massimo richiedibile è determinato in funzione del fatturato globale. In particolare le medie e grandi imprese non potranno ricevere un aiuto maggiore al 5% del fatturato globale risultante dall’ultimo bilancio approvato o da altro documento idoneo a comprovarlo, mentre per le piccole imprese e le microimprese l’aiuto può salire fino al 10% del fatturato globale.

Adeguata disponibilità di prodotto da promuovere

Il soggetto proponente e i soggetti partecipanti devono avere una adeguata disponibilità dei prodotti oggetto di promozione in termini di quantità. I requisiti minimi di disponibilità dei prodotti sono determinati sulla base dei dati riportati nella voce “totale di scarico del vino imbottigliato/confezionato”, desunti dalla giacenza alla chiusura del 31 luglio 2025 del registro dematerializzato e sono così sintetizzabili:

Tipologia di progetto

Tipologia di soggetto

Disponibilità minima di vino imbottigliato/confezionato

Progetti nazionali

Soggetto proponente singolo (produttore di vino) e soggetto proponente in forma aggregata (ATI, ATS, consorzi, associazioni, federazioni, società cooperative, reti di impresa)

750.000 litri complessivi

Progetti nazionali

Ciascun soggetto partecipante produttore di vino nell’ambito di soggetti aggregati

75.000 litri per ciascuno

Progetti regionali/progetti multiregionali

Soggetto proponente singolo (produttore di vino) e soggetto proponente in forma aggregata (ATI, ATS, consorzi, associazioni, federazioni, società cooperative, reti di impresa)

Definita dalle Regioni

Progetti regionali/progetti multiregionali

Ciascun soggetto partecipante produttore di vino nell’ambito di soggetti aggregati

Definita dalle Regioni, in ogni caso superiore a 5.000 litri per ciascun soggetto

Disponibilità minima prodotti oggetto di promozione (Fonte: Decreto Direttoriale numero 173157 del Masaf)

Le aziende che producono conto terzi sono tenute all’indicazione dei terzisti che detengono le giacenze dichiarate.